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Una nuova fragilità si presenta dopo la nascita di un figlio.

Per le donne un figlio è un evento che comporta numerosi cambiamenti, sia dal punto di vista psicologico sia emotivo e sociale – secondo la Dott.ssa Moraca, psicologa, psicoterapeuta cognitivo comportamentale, specializzata nell’età evolutiva – la neo mamma infatti, dovrà fare i conti con una serie di stravolgimenti concreti che durante la gravidanza riusciva, solo parzialmente, a rappresentarsi nella sua mente.

Durante i 9 mesi seppure il bambino che porta in grembo sia formato a tutti gli effetti non stravolge radicalmente le sue giornate le sue abitudini se infatti vorrà concedersi degli spazi tutti per sé potrà farlo senza dover ancora rendere conto a qualcuno.

Durante questo periodo ciò che a livello psicologico la mamma pensa del bambino è frutto di un’idea di una proiezione su di lui e di come si immagina possa essere ecco perché al momento della nascita, la donna potrebbe vivere un forte scombussolamento emotivo, il piano immaginario si scontra con quello reale fatto di inesperienza e di paura.

Immaginazione contro realtà

Il bambino immaginato potrebbe non corrispondere al bambino che si ha tra le braccia, e lei stessa potrebbe sentirsi diversa da come si era rappresentata.

Le sue priorità improvvisamente cambiano diventano le priorità del piccolo e tutto ruota intorno al soddisfacimento dei suoi bisogni primari questo potrebbe far nascere pensieri ed emozioni contrastanti.

Donne che prima della gravidanza erano completamente autonome e libere di gestire il proprio tempo adesso potrebbero subire il completo potere decisionale da parte del nuovo arrivato.

Ecco allora che davanti alla nuova situazione e ai continui sbalzi ormonali diventano fragili a volte tristi, potrebbero sperimentare sentimenti di estraneità verso il neonato, provare emozioni come la rabbia, la frustrazione a cui fanno subito seguito senso di colpa ed inadeguatezza.

Questo è quello che le mamme non dicono, questo è quello che verrebbe amaramente criticato e giudicato dal mondo esterno. E così a volte, o forse e troppo spesso ultimamente, quella fragilità, quelle emozioni così tremendamente contrastanti nei soggetti più deboli si possono trasformare in gesti pericolosi.

Ci si aspetta in modo forse irrealistico che la donna diventata madre debba sappia già far fronte a tutte le richieste del bambino senza esitazione in modo istintivo.

Il sapersi prendere cura del piccolo è invece un processo graduale che richiede del tempo per conoscersi e successivamente potersi riconoscere in un ruolo mai ricoperto sino ad ora.

Ecco allora che in una società agonistica e competitiva la nascita di un figlio porta la donna a dover mostrare sempre il volto migliore di sé, non lasciando spazio a quei legittimi sentimenti di ansia, preoccupazione e timori.

Questo oggi rappresenta un possibile fattore di rischio per il benessere psicologico della neomamma e di conseguenza per uno sviluppo armonico con il piccolo arrivato.

Il bisogno di avere un’assistenza comprensiva e non giudicante

Sarebbe perciò necessario offrire un’assistenza comprensiva e non giudicante costruttiva e non demolitiva, di sostentamento e non sostitutiva, affinché essa possa gradualmente sentirsi più sicura.

Essere delle mamme perfetta non è possibile, sarebbe irrealistico, essere delle mamme che si impegnino a commettere il minor numero di errori possibili e più probabile.

A volte bisognerebbe essere in grado di mostrare le proprie fragilità, di saper chiedere aiuto, senza vergogna, anziché dover dimostrare al mondo fuori un’immagine di noi molto lontana dalla realtà.

La maternità e per molte donne la cosa più bella al mondo, per altre invece potrebbe trasformarsi, soprattutto nella fase del post partum, nella cosa più buia e senza via di uscita.

Ecco perché è così importante creare una rete di supporto valida, coinvolgendo anche i professionisti, questo permetterà loro di sentirsi accolte e libere di esprimere quello che spesso le mamme pensano e non dicono.

I bambini hanno bisogno di mamme serene non di mamme perfette!

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